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Anche i pugili professionisti sul ring alle olimpiadi di Rio 2016. Ma le ripercussioni sono più ampie.

Da più parti, alcune nemmeno molto informate, sono giunte molte critiche a questa decisione del massimo organo del pugilato mondiale, che apre le porte al pugilato targato AIBA ai professionisti, incluse le olimpiadi, ma per una riflessione più bilanciata vorremmo aggiungere, in questo articolo, considerazioni che non si evidenziano da altre parti.

Screen shot 2016-06-03 at 00.22.39La notizia è che il Congresso Straordinario dell’ International Boxing Association (AIBA), svoltosi a Losanna ieri 1º giugno 2016, ha rimosso l’articolo 13 (J) dello statuto e pertanto ora qualsiasi pugile, anche professionista, potrà partecipare alle competizioni AIBA. Questo amendamento, proposto qualche mese fa per volontà del President Dr Ching-Kuo Wu ha avuto 88 voti favorevoli (equivalenti al 95%) e 4 astensioni.

L’AIBA, che è l’unico organo mondiale pugilistico riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale e che rappresenta 197 federazioni nazionali, ha già da tempo lavorato ad avvicinare il mondo del pugilato dilettantistico a quello professionistico. Questo è stato fatto attraverso cambi regolamentari, come quello di gareggiare senza casco per i dilettanti di categoria élite (e dal 2018 dovrebbe essere esteso a tutte le categorie), e come la creazione di due competizioni le World Series of Boxing (WSB) e il circuito dell’AIBA Professional Boxing (APB).

APB-logoSu vari blog di pugilato l’enfasi di questa notizia è stata messa sulla possibilità per i pugili professionisti di partecipare alle olimpiadi. Ma il cambiamento è più ampio: ora i pugili professionisti avranno la possibilità di partecipare al circuito dell’APB e, questa sigla, andrà acquisendo prestigio. L’AIBA, se dapprincipio aveva pensato il circuito APB come un percorso professionistico chiuso, alternativo alla boxe professionistica esistente sotto l’egidia delle molte altre sigle mondiali, poco a poco si è rilassata ed ora si disputano anche incontri validi per i titoli/qualificazioni APB all’interno di riunioni pugilistiche che comprendono anche gare valide per altre sigle. Dopo la decisione del 1º giugno, questa apertura va oltre: i pugili professionisti non devono votarsi esclusivamente all’AIBA, ma possono decidere di partecipare alle competizioni targate AIBA continuando anche ad inseguire corone in altre sigle e, questa decisione, aprirà le porte dell’APB a molti più pugili di valore rendendo più conosciuta questa nuova sigla professionistica dandogli più prestigio e qualità.

Renato De Donato: un esempio di pugile professionista che ha partecipato al circuito WSB.

Renato De Donato: un esempio di pugile professionista che ha partecipato al circuito WSB.

A chi pare “impossibile” che dilettanti e professionisti possano incontrarsi alle olimpiadi, bisogna ricordare che già da alcuni anni le barriere tra i due mondi sono diventate più indistinte: con la creazione delle WSB prima (2010) e dell’APB poi (2014) si sono avuti pugili dilettanti che combattevano come professionisti: senza casco, senza canotta, con guantoni di tipo professionistico con i lacci e con incontri svolti su almeno 5 riprese; con l’inclusione di pugili professionisti che sono rientrati nelle WSB e APB (Nota: nel circuito APB i pugili vengono considerati a tutti gli effetti “professionisti” anche se mantenevano la possibilità di disputare le olimpiadi e, fino a ora, hanno potuto cimentarsi solo nelle gare di questa sigla sotto egidia AIBA). Inoltre, anche altri aspetti a livello regolamentare nel mondo dilettantistico sono andati verso il mondo professionistico: dall’assenza di caschetto per la categoria élite al giudicare la ripresa guardando anche all’efficacia dei colpi, così come avviene per i professionisti.

Come dice il giornalista di pugilato Steve Bunce, in una intervista per BBC5, i vincitori di Rio 2016 saranno quei pugili “dilettanti” che competono nelle WSB o nell’APB, atleti che, in effetti, non fanno più pugilato “dilettantistico” gareggiando in competizioni di almeno 5 round per la WSB o addirittura sino a 12 round per l’APB.

Solo i primissimi della classe tra i professionisti, sarebbero di una categoria superiore dei migliori pugili AIBA, ma una gara sulle tre riprese e' una distanza difficile per un professionista.

Solo i primissimi della classe tra i professionisti, sarebbero di una categoria superiore ai migliori pugili AIBA, ma una gara sulle tre riprese e’ una distanza difficile per un professionista.

L’AIBA può anche giustificare la propria scelta, di aprire la competizione olimpica ai professionisti di questo sport, menzionando il Manifesto 2020 del Comitato Olimpico Internazionale che intende far sì che i migliori atleti a livello mondiale, per ogni disciplina, possano far parte dei giochi olimpici: la boxe era uno dei pochi sport in cui questo ancora non accadeva completamente, essendo esclusi i pugili professionisti. Non è comunque detto che un professionista sia migliore di un “dilettante” quando si gareggia sulle tre riprese da tre minuti come accade per i giochi olimpici, con guanti più imbottiti da “dilettanti” e in gare in formula torneo (con incontri ravvicinati in un corto lasso di tempo): su questa distanza i migliori pugili AIBA sono meglio della maggior parte dei professionisti, anche se i migliori professionisti al mondo, soprattutto nei pesi più pesanti, dovrebbero prevalere contro i migliori dilettanti.

L’apertura è stata fatta ora, ma saranno pochi i professionisti non AIBA che riusciranno a qualificarsi per Rio 2016 e, molto probabilmente saranno dilettanti di “seconda” o “terza fascia”; la decisione traccia invece una direzione per le prossime Olimpiadi e per le prossime competizioni targate AIBA, come l’APB e, possibilmente, anche le WSB.

Questa decisione darà un po’ più di forza anche alle federazioni nazionali perché saranno loro che avranno la possibilità di registrare i pugili professionisti non AIBA per il torneo di qualificazione a Vargas, in Venezuela, che si disputerà dal 3 all’8 luglio offrendo 26 posti per i Giochi Olimpici di Rio 2016. Un torneo riservato solo ai pugili che hanno disputato le WSB oppure l’APB oppure appunto ai pugili che sono professionisti in altre sigle; quindi, atleti che hanno una esperienza agonistica non troppo dissimile. I 26 posti saranno così ripartiti: solo il vincitore di supermassimi e massimi (i pesi dove il confronto con veri professionisti potrebbe essere più pericoloso e difficile) e i primi tre delle altre otto categorie di peso più leggere.

Wladimir Klitschko al peso prima dell'incontro.

Wladimir Klitschko forse non riuscirà a coronare il suo sogno di partecipare a un’altra olimpiade.

La stella del pugilato professionistico dei pesi massimi, Wladimir Klitschko, aveva espresso l’interesse ad esserci a Rio 2016, ma il 9 luglio ha l’incontro di rivincita contro Tyson Fury a Manchester (GB) e pertanto è inverosimile che possa partecipare al torneo di qualificazione in Venezuela che terminerebbe il giorno prima. E il Presidente dell’AIBA ha escluso che possano esserci delle wild-card: i qualificati devono uscire dalla competizione organizzata in Venezuela.

Intanto la FPI (Federazione Pugilistica Italiana) sta già preparando i nomi dei pugili per quelle categorie di peso olimpiche che potrebbero rimanere ancora scoperte (di qualificati) successivamente al torneo di qualificazione olimpica per dilettanti, che si disputa a Baku, in Azebaijan, dal 14 al 26 giugno, atleti che andrebbero al torneo in Venezuela.

Certamente molti pugili professionisti sarebbero, oggi giorno, battuti dai pugili AIBA (WSB e APB) in gare su i 3 round e formato torneo; ora c’è da vedere quali “professionisti” non già AIBA, parteciperanno alla gara di qualificazione di inizio luglio.

 

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