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Carlo Nori risponde ai quesiti posti da SPQeR: “chi rischia ha diritto ad avere un peso rilevante”.

Il 29 di luglio SPQeR ha pubblicato un articolo che elencava alcune possibili criticità della costruzione della Lega Pro Boxe del futuro che, nel 2017 dovrebbe diventare una federazione indipendente dalla FPI. Lo stesso giorno abbiamo cercato di contattare il Presidente Carlo Nori per porgli alcuni quesiti posti dall’articolo. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto siamo riusciti finalmente ad ottenere le sue risposte e punti di vista sui temi posti. Questa intervista arriva a una settimana dalle elezioni della Lega Pro Boxe che si terranno sabato 24 gennaio 2015 a Bergamo; in blu le domande di SPQeR e le risposte del Presidente Nori.

Carlo Nori. Foto di SPQeR.

Carlo Nori. Foto di SPQeR.

 

– Presidente Nori, in un articolo pubblicato recentemente sul nostro sito, si pongono alcune domande riguardo al futuro della Lega Pro Boxe e del pugilato italiano. Siamo pertanto grati di poter da Lei ricevere alcune risposte e chiarimenti. La Lega Pro Boxe da molta rappresentanza nel Consiglio Direttivo agli organizzatori del pugilato professionistico.

Come si garantisce che le voci degli atleti e tecnici siano ascoltate in un consiglio composto per sette undicesimi da rappresentanti degli organizzatori (6) e dei procuratori (1)? Perché dare una preponderanza assoluta agli organizzatori?

Gli Organizzatori Senior saranno 4 posti su 11,  mentre la nuova figura degli organizzatori Junior (2 posti in Consiglio) organizzerà solo per i pugili Neo Pro (altra nuova figura). Il procuratore è in conflitto di interessi con l’organizzatore, consiglio dunque baricentrico. Inoltre sono stati rispettati i criteri della legge Melandri sulla base dei quali chi rischia (organizzatori) ha diritto di avere un peso rilevante.

 

– Vi è all’orizzonte una riforma del funzionamento del mercato e relazioni tra i procuratori e gli organizzatori? Lo status quo, con un procuratore legato ad uno specifico organizzatore, è un sistema positivo per la crescita del pugilato professionistico in Italia?

Il fattore di crescita di un organizzatore è dato dal suo legame col territorio e di produrre ricavi e non è fatto da legami stretti con procuratore. Chi sa organizzare ha diritto di guidare la sua attività.

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– Come mai si è deciso di creare la figura degli organizzatori junior, e quindi anche quella di “senior”? Non è un modo per creare barriere e vincoli ai nuovi potenziali organizzatori?

Non è un modo per creare barriere e vincoli ai nuovi potenziali organizzatori? No, è una divisione che assegna responsabilità in base a esperienza e competenza cumulata. Lo scopo della nascita dei Junior è stata fatta per permettere di organizzare la attività dei pugili Neo-Pro sul territorio.

 

Quanto tempo si impiegherebbe per diventare organizzatore senior?

Il percorso sara’ di 18-24 mesi con un numero minimo di riunioni organizzate. Alla fine di questo periodo i Junior possono fare richiesta di diventare Senior sottoponendosi a una prova valutativa e dopo aver dimostrato solidità economica e puntualità nel rispettare gli impegni.

 

Articolo pubblicato da SPQeR il 29 luglio 2014: Lega Pro Boxe: il futuro e due possibili ostacoli sulla strada del rilancio.

 

 

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