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La FSI promuove gli scacchi a livello giovanile?

La domanda volutamente provocatoria che dà il titolo a questo mio articolo dovrebbe, secondo logica, avere una risposta affermativa. Purtroppo sembra non essere così.

Ma vediamo di mettere un po’ di ordine e di capire insieme il perché del punto interrogativo alla fine di un’affermazione che dovrebbe essere scontata.

Le due tematiche che stanno infiammando gli animi di chi ha a cuore la diffusione degli scacchi nelle nuove generazioni (forse non quelli dei nostri dirigenti) sono quelle relative alle mosse illegali e alla possibilità dei giovani classe 2003 di giocare nei Campionati Studenteschi.

1) Le mosse illegali

Grazie al nuovo regolamento FIDE sul gioco rapid (tempo di gioco compreso tra 10′ e 1h), introdotto nel luglio del 2014, si perde alla prima mossa illegale. Pensate cosa significa questa regola per lo scacchismo giovanile, che dovrebbe avere uno spirito promozionale: molte partite finiscono in poche mosse per l’illegalità, non certamente per scacco matto. Il risultato è stato che nel corso dei tornei Giovanili già disputatisi (provinciali e regionali) si è assistito, nelle categorie Under 8 e 10, ad un buon 40% di partite perse per mossa illegale e la stessa cosa è successa nei Campionati Giovanili Studenteschi, con la differenza che in quest’ultima competizione il fenomeno ha interessato un po’ tutte le categorie. Qualcuno aveva suggerito di fare, in qualità di organizzatori, delle deroghe al regolamento, ma in alcune circostanze ci è stato reso impossibile dalla legittima (?) “rigidità” degli arbitri nell’applicare il Regolamento.

Trovo altamente diseducativo per la diffusione degli scacchi nelle nuove generazioni, l’applicazione di questa norma.

Gli scacchi in Italia sono giocati da migliaia di ragazzi nei circoli di periferia o nelle scuole; se ci sono i Caruana, i Rombaldoni e i Brunello è proprio grazie ai primi.

Ma la nostra Federazione, che non vede al dì là del proprio naso, decide di applicare pedissequamente una norma della FIDE sul gioco rapid che può andare bene a livello giovanile nei Campionati del Mondo o nei Campionati Europei, non certamente nei Campionati Provinciali o Regionali o peggio ancora negli Studenteschi, salvo poi tardivamente tornare parzialmente sui propri passi, nell’ultimo Consiglio Federale del 28 marzo, consentendo in deroga al regolamento due mosse illegali quanto meno nei tornei scolastici e dal 2016. Probabilmente ci si doveva pensare prima e non solo per i tornei scolastici, ma come si suol dire meglio che niente.

C’è il rischio che noi istruttori insegneremo vanamente a dare “scacco matto”, che dovrebbe essere lo scopo del nobil giuoco; sarebbe meglio che suggerissimo ai nostri allievi di dare degli scacchi al re, magari inutili, sperando che l’avversario non se ne avveda.

Proseguendo di questo passo il prossimo anno avremo la metà dei ragazzi nei nostri circoli. Se vogliamo che ai nostri tornei si avvicinino bambini di 7-8 anni, prima che vengano fagocitati da altri sport, se vogliamo coinvolgere le scuole, dobbiamo rendere il gioco accattivante e facilmente comprensibile; se un bambino perde per un’illegalità dopo poche mosse probabilmente non giocherà mai più a scacchi, a parte il fatto che capirà con notevole ritardo che lo scopo del gioco è dare Scacco Matto. Voglio citarvi due frasi colte al volo a Marsala, poche settimane fa, durante i Campionati Giovanili della Provincia di Trapani: una ragazza di Scuola Secondaria di I grado, buona giocatrice, dopo avere perso per mossa illegale dichiara “Questo non è scacchi … è un altro sport”; un piccolo scacchista Under 8 dopo pochi secondi ha finito di giocare, al che qualcuno gli chiede “Giuseppe, hai vinto? No io non ho vinto … è lui che ha perso”.

2) I 2003 nei Campionati Giovanili Studenteschi

La nostra Federazione aderisce al progetto del MIUR relativamente ai Campionati Studenteschi: il Regolamento del MIUR prevede solo la categoria Cadetti (nati nel 2001 e nel 2002 frequentanti la Scuola Secondaria di I Grado) e la categoria Allievi (nati nel 1998-1999-2000 frequentanti la Scuola Secondaria di II grado) e prevede che per gli scacchi si organizzino solo le fasi provinciali e regionali. Allora la nostra Federazione, che, giustamente, non intende rinunciare alle Scuole Primarie e agli Juniores (nati nel 1996-1997) frequentanti le Scuole Secondarie di II grado, affianca ai Campionati Studenteschi del MIUR i CGS per coinvolgere anche i ragazzi delle Scuole Primarie e gli Juniores, salvo poi organizzarsi in proprio sotto forma di CGS una fase nazionale per tutte le categorie. E i 2003 e i 2004 che vanno in I media? Non possono giocare i provinciali e i regionali a causa del Regolamento MIUR, salvo poi rientrare per i nazionali. Le scuole medie che schierano giocatori del 2003 e del 2004 (che vanno in I media) non sono in regola, per cui possono giocare ma non concorrono alla qualificazione per le fasi successive. Tale discriminante in base al fattore età rispetto agli altri alunni è una cosa non permessa dall’Art.21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea: “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.” [NdR La discriminazione fondata sull’età è anche tema fondamentale dell’Art. 10 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, e altri come l’Art. 19 dello stesso TFEU].

Il Regolamento assurdo sembra che sia stato ispirato da altre Federazioni. Anche in questo caso pensavamo di derogare in qualità di organizzatori: ma mentre in alcune provincie e in alcune regioni ciò è stato fatto, anche staccandosi più o meno ufficialmente dal MIUR, da altre parti si minacciano ricorsi. E la FSI in questo frangente cosa ha fatto? Dopo avere pubblicato sul sito a caratteri cubitali la norma che i 2003 non potevano essere schierati (forse non lo avessero evidenziato nessuno si sarebbe accorto di questa regola), in seguito ad una sorta di sollevazione popolare, ha protestato debolmente con una lettera al MIUR, che ha avuto come esito che il MIUR ha risposto “picche” (pur comprendendo …, bla-bla-bla) e ha diramato al contempo una circolare agli USR e USP sul rispetto della regola di cui sopra; in pratica ha ottenuto l’effetto diametralmente opposto. In questi casi non si fanno lettere, ma si va a trattare direttamente in sede ministeriale, di persona, a battere i pugni sul tavolo, magari cercando prima delle alleanze con altre federazioni che hanno i medesimi interessi. Ma si sa che la FSI ha sede a Milano, mentre il MIUR ed il CONI stanno a Roma; come può Pagnoncelli andarci? Non ci ha mai pensato nessuno che sarebbe meglio trasferire la FSI a Roma?

Adesso la soluzione adottata è quella di fare come gli struzzi, tollerando che in molte regioni si deroghi al regolamento MIUR, mettendo la testa sotto terra, aspettando che passi la tempesta e il prossimo anno si vedrà.

Anche in questo caso la soluzione poteva essere semplice, ma gli scacchisti per indole cercano sempre le complicazioni.

Bastava che ci si sganciasse ufficialmente dalle Regole MIUR, come già avviene per le Scuole primarie e per gli Juniores, oltre che per le fasi nazionali di tutte le categorie. D’altronde a noi il MIUR non dà nulla: nè contributi economici, nè coppe o medaglie, nè pulmann per le trasferte, niente di niente. La FSI ci dirà che dobbiamo restare nel MIUR, per poterci meglio inserire nelle scuole; ma i corsi che facciamo nelle scuole vengono fatti grazie ai contatti personali di ognuno di noi, oppure grazie alla lungimiranza di qualche dirigente scolastico o di qualche insegnante e sopratutto grazie alla bellezza e alle capacità pedagogiche degli scacchi. Non c’è una progettualità organica. Quello che è avvenuto in Spagna, dove gli scacchi sono entrati a pieno titolo nelle scuole, in Italia è solo un sogno, molto lontano dall’avverarsi.

Se, pur consentendo una pratica agonistica dagli 8 agli 80 anni, gli scacchi hanno appena 14.000 tesserati, poco più del tamburello (che si gioca in 2-3 regioni d’Italia), se facciamo un quarto dei tesserati dei cugini della dama, che noi snobbiamo, ma che hanno 55.000 tesserati, o molti meno del bridge (22.000 tesserati), qualche motivo ci sarà. Dei dirigenti di federazione coscienziosi, con questi numeri appena elencati, anzichè ricandidarsi dovrebbero rassegnare le dimissioni. Pur avendo il grande campione, il n.2 al mondo, la FSI non è riuscita a cavalcare, a livello di media generalisti, l’onda della popolarità di Caruana e dopo tanti sacrifici adesso rischia di vedersi scippato il campione proprio dalla Federazione USA alla quale lo aveva strappato anni orsono; forse sarà anche meglio, almeno i “soloni” che ci dirigono dall’alto torneranno con i piedi per terra, ad occuparsi di quelli che sono i problemi reali degli scacchi.

A questo punto mi chiedo: possiamo fare qualcosa?

Io, dal canto mio ritengo che le regole, quando sono assurde, vanno discusse con spirito critico ed eventualmente cambiate. Solo in guerra si obbedisce agli ordini senza discutere.

Un ultimo messaggio per i dirigenti della FSI: svegliatevi!

Senza di noi scacchisti, dirigenti e istruttori di periferia gli scacchi torneranno ad essere esiliati e considerati non uno sport, ma un gioco di nicchia, riservato ad attempati e sfaccendati signori.

Articolo di: Giuseppe Cerami

Vice Presidente AD Scacchi Lilybetana
Istruttore Elementare FSI

 

8 commenti

  1. Renato Casarin scrive:

    Da dove è stato estratto il numero di 55.000 tesserati della dama? Il numero di giocatori di dama iscritti ai circoli nel 2014 è poco più di 2100, a cui si aggiungono più di 42.000 bambini che hanno partecipato a progetti scolastici. I dati sono pubblicati sul sito della Federazione Italiana. Vorrei sottolineare che i dati del progetto “Dama a scuola” sono molto dettagliati, mentre per gli scacchi a scuola non è possibile sapere quanti sono gli istruttori, quante sono le scuole e quanti sono i ragazzi che partecipano. Forse servirebbe più collaborazione tra noi istruttori e la federazione anche per capire l’entità della partecipazione giovanile: disponendo di numeri concreti sarà possibile avere la forza per proporre cambiamenti alle regole.

  2. Giuseppe Cerami scrive:

    Il numero di tesserati della dama nel 2014 è stato di 55.367, secondo i dati riportati dal CONI nella pubblicazione “Lo sport in Italia – numeri e contesto – 2014”, facilmente reperibile su internet.

  3. Maurizio Mascheroni scrive:

    I numeri della DAMA
    ———————————————-
    Ancora con la storia dei 55.000 tesserati 🙂

    Quando si analizzano dei numeri, bisogna andare a fondo, per verificare cosa quei numeri significano.
    Nel caso specifico, comparare i 55000 della Dama con i nostri 14000 è come comparare pere con mele.
    (Per quanto riguarda il bridge il discorso è diverso, ma anche lì è come comparare pere con mele, magari ci faccio un commento apposito se ho tempo).

    I 55.000 tesserati della Dama sul famoso documento del CONI sono “comprensivi” di 42540 tessere “scolastiche” che noi non conteggiamo.
    Sono in pratica tutti i bambini partecipanti a tutti i progetti scolastici della Dama.
    Quanti sono i nostri? Non lo so di preciso, non abbiamo dati esatti al riguardo, ma in ogni caso dovremmo essere ben oltre i centomila; per esempio nel 2009 c’erano 20000 ragazzi solo in Piemonte e 4000 in Liguria! Ogni anno si fanno progetti in centinaia di scuole e ogni progetto coinvolge decine e decine di ragazzi; conteggiare questi numeri non è facile, ma l’ordine di grandezza dovrebbe essere quello che ho detto.
    Diciamo che se noi tesserassimo ogni anno tutti questi ragazzini i nostri tesserati totali dovrebbero aggirarsi intorno ai 150.000.

    Ma vediamo invece i numeri che riusciamo a confrontare …

    Questi i numeri della Dama per il 2014 (tra parentesi i numeri scacchistici)

    Tesserati Agonisti 2199 (5255)
    Tesserati altro tipo 4444 (7959)
    Arbitri 189 (359)
    Istruttori 210 (887)
    Società 94 (363)
    Comitati Regionali 4 (15)
    Tornei 252 (364)
    Partecipanti ai tornei 5957 (16902)

    Nota: i tornei è un casotto compararli perchè la Dama ha varie specialità diverse, mentre noi giochiamo in un modo solo; in quest’ottica il dato dei tornei dovrebbe essere ancora più sbilanciato a favore degli scacchi (anche perchè per gli scacchi ho contato solo i tornei a tempo lungo). Il trend dei partecipanti alle gare di dama è in costante diminuzione anno dopo anno, mentre il nostro segue una curva, con gli ultimi anni in costante aumento.

    Fonte per la dama: sito della Dama (www.federdama.it), documento http://www.federdama.it/cms/attachments/882_DocumentoFID2014.pdf
    E’ un documento ufficiale della Federdama, è’ un gran bel documento, ma i numeri sono quelli che sono 🙂

    Fonte per gli scacchi: sito FSI (bollettino Blitz e pagine varie; sito dell’Elo per i tornei).

    Pensate che le federazioni dama in tutto il mondo sono 67, contro le nostre che sono circa 160.
    La dama è uno sport molto “popolare” perchè da bambini lo abbiamo imparato tutti (io da mio nonno), ma in realtà come entità organizzata sono veramente molto piccoli.

    Quindi è vero che la Dama ha 55000 tesserati, ma solo perchè la Dama tessera delle persone che noi non tesseriamo!
    E adesso spero che sta storia dei 55.000 tesserati scompaia per sempre 🙂
    Ripeto, con tutto il rispetto della DAMA!

  4. Maurizio Mascheroni scrive:

    I numeri del BRIDGE
    ———————————————-
    I tesserati bridgisti sono di più degli scacchisti.
    E’ assolutamente vero, ma se si va a fondo della faccenda si troverà che non è giusto confrontare i 22.000 bridgisti con i 14.000 scacchisti.

    Il motivo è semplice: nel bridge giocano le donne, mentre gli scacchi sono un gioco mono-sex 🙂

    Cerco di spiegarmi meglio:
    a parte le ragazze in età giovanile, in età adulta (cioè quando una persona si è “definitivamente” appassionata a una disciplina e tenderà a praticarla più o meno per sempre) le donne non giocano a scacchi.
    Non è il caso qui di cercare di capire perchè questo succeda.
    Fatto sta che in Italia, come in tutto il resto del mondo, le donne scacchiste sono mediamente tra il 5 e il 10% degli uomini.
    Questo succede ovunque, pure nei paesi scacchisticamente più evoluti. In tutto il mondo hanno cercato in tutti i modi di diffondere gli scacchi a livello femminile (da milioni di anni a questa parte), senza mai ottenere risultati apprezzabili.
    Non stiamo a indagare perchè ci sia questa situazione; la faccenda è conclamata, è definitiva e io credo che in futuro non si riuscirà a fare più di tanto per cambiare le cose.
    A livello FIDE, abbiamo 205.804 giocatori con Elo FIDE, di cui 19.475 sono donne (circa il 9%).
    A livello Italia, abbiamo 22.210 giocatori negli elenchi Elo, di cui 1.691 sono donne (circa il 7%).
    Abbiamo quindi un fatto assodato e non smentibile: le donne non giocano a scacchi, o giocano molto poco, se preferite (esattamente come, per esempio, nel pattinaggio su ghiaccio sono gli uomini a mancare, parlo per esperienza diretta; e non ci sono suicidi per questo: si accetta serenamente il fatto che il pattinaggio è uno sport femminile).

    Detto questo, veniamo al bridge: il bridge è composto da uomini e donne, 50% contro 50%, più o meno.

    Quindi la considerazione da fare è semplice: se si vuole confrontare bridge e scacchi bisogna contare solo gli uomini 🙂

    Qui, caso mai, se vogliamo arrivare ai 22000 del bridge, *NON* dobbiamo impegnarci a diffondere il gioco tra i ragazzi, ma dobbiamo impegnarci a diffondere il gioco tra le *donne*. E ovviamente, una volta appassionate, dobbiamo trovare il sistema per farle *restare* appassionate (ci si sta provando da millenni in tutto il mondo, come detto, ma sempre senza alcun risultato apprezzabile).

    Del resto è sotto gli occhi di tutti: andate a un torneo giovanile e la distribuzione uomini/donne è circa 60/40; andate a un normale torneo al di fuori del circuito giovanile è la percentuale cambia di botto in 90/10. Lo si nota proprio anche solo a livello “visivo”.

    Ogni sport ha le proprie specificità (bridge: gioco di coppia, gioco maschile e femminile; scacchi: gioco individuale, gioco prevalentemente maschile) e quando si comparano bisogna “tarare” queste specificità, confrontare i due sport “al netto” delle differenze.

    A nessuno di noi verrebbe in mente di paragonare gli scacchi al calcio: sono sport talmente diversi che non possiamo confrontarli “al netto” delle differenze esistenti, perchè non resterebbe niente da confrontare.
    Ma anche scacchi e bridge sono diversi (così come scacchi e qualunque altro sport) e non è sempre facile confrontarli, se non si conoscono a fondo entrambi per evidenziare le cose confrontabili e le cose non confrontabili.

    Tanto per dirne una, a livello *giovanile* sembrerebbe che noi siamo messi molto molto molto nolto meglio del bridge, ma non è realmente vero, semplicemente perchè i bambini non giocano a bridge (o giocano molto poco); si impara a giocare a bridge in età più adulta, tanto è vero che noi consideriamo attività giovanile quella under-18/20, mentre per il bridge è under 25/27.

    In definitiva, non è sempre facile confrontare uno sport con un altro e, soprattutto, una volta presi dei “freddi numeri” senza comprendere appieno quello che essi significano, non si può partire da quei numeri per trarre conclusioni, perchè le conclusioni stesse sarebbero sbagliate.
    I numeri sono “freddi”. Bisogna analizzarli a fondo per farli diventare “caldi”.

  5. Giuseppe Cerami scrive:

    Per rispondere a quello che dice Mascheroni allora sollevo un altro problema, già emerso dall’articolo. Noi perchè non tesseriamo più quelli che fanno attività scolastica o quanto meno perchè non teniamo il conto delle tessere scolastiche ancorchè gratuite, pretendendo ovviamente che ai Campionati Studenteschi i nostri ragazzi le abbiano (cosa che non ho mai visto chiedere)? In passato avevamo la splendida tessera junior ridotta fatta ad hoc ed il nostro numero di tesserati era ben più alto; solo per citare la mia società che piccola non è per una città di 80.000 abitanti noi nel 2012 (quando c’era la junior ridotta) eravamo 119, nel 2014 eravamo 91. Si sa siamo rientrati nel MIUR, abbiamo eliminato le tessere junior ridotte e non abbiamo avuto altro che pesci in faccia…

  6. Maurizio Mascheroni scrive:

    Le carte scolastiche le abbiamo ancora e sono indicate sul sito, ma sono emesse solo per chi ne fa richiesta.
    Non sono per nulla “obbligatorie”. E’ solo un “servizio” in più per chi le vuole.
    Non sono obbligatorie per i CGS, quindi mi sembra normale che nessuno le chieda (da cosa ha dedotto che sono obbligatorie?).

    Le tessere Junior Ridotte erano fatte con l’unico scopo di avere una garanzia assicurativa (altrimenti non si sarebbero nemmeno fatte); i tesserati in più che hanno portato sono stati qualche centinaia, ma sono “irrilevanti”.
    Cerco di spiegare il senso della parola “irrilevanti” …
    Se ci sono 5000 bambini (è un numero a caso, preso a solo titolo di esempio) con tessera junior e 500 bambini con tessera junior ridotta, in tutto abbiamo 5500 bambini.
    Se ci sono 5000 bambini con tessera junior e 500 bambini SENZA ALCUNA TESSERA perchè possono giocare lo stesso, in tutto abbiamo sempre 5500 bambini.
    Non cambia nulla, ho sempre 5500 bambini che giocano.

    In ogni caso io ho fatto un paio di commenti solo per precisare che 55000 tessere Dama e 22000 tessere Bridge non vogliono dire nulla di particolare se vengono paragonate con le nostre tessere in modo erroneo.
    Lo dico perchè ogni volta che faccio presente la cosa delle 55000 tessere Dama i miei interlocutori se ne vanno da qualche altra parte oppure cambiano subito discorso senza mai dire una sola volta … ah scusa, ho detto una sciocchezza grande come una casa …

  7. Giuseppe Cerami scrive:

    Caro Mascheroni le chiedo scusa: sulla dama evidentemente il CONI ha riportato dei dati errati che io ho estrapolato senza accertarmi preventivamente della loro validità.
    Fatto sta che in ogni caso sulle Tessere Scolastiche, che so benissimo non essere obbligatorie, io le renderai tali per le competizioni scolastiche (anche se gratuite), in modo da avere il polso del lavoro che facciamo nelle scuole e perché no per poterci vantare anche noi come la dama di avere 55.000 tesserati o anche di più.
    In ogni caso al di là di questa sterile polemica l’obiettivo del mio articolo è quello di accendere i riflettori sulle problematiche che quest’anno sono emerse nei tornei giovanili e nei Campionati Scolastici e nella fattispecie la sconfitta alla prima mossa illegale ed il divieto per i 2003-2004 di giocare le fasi provinciali e regionali dei Campionati Studenteschi, qualora frequentanti la prima media. E su questi argomenti non ho finora ricevuto alcuna osservazione da nessun dirigente federale.

  8. Maurizio Mascheroni scrive:

    Sulle mosse illegali la FSI ha già approntato una modifica regolamentare (si veda l’ultimo verbale) che ovviamente andrà in vigore con la prossima edizione (naturalmente se fosse andata in vigore adesso, con tornei già disputati, ci sarebbe stata una levata di scudi perchè non si cambiano i regolamenti a campionato in corso, eccetera eccetera … della serie: comunque fai, sbagli lo stesso!).

    Sul discorso MIUR è stato pubblicato un documento in home page FSI già dal 3 marzo.
    Il documento è anche disponibile nella pagina dei CGS/GSS.
    Pare che per quest’anno il MIUR non può fare nulla, avendo detto di no anche ad altre Federazioni (dal che si deduce che non è stata solo la FSI a protestare).
    Per l’anno prossimo, valuteranno.

    Noti che comunque la FSI non deve rispondere *qui*, o là, o lì, o su o giu’ … 🙂
    La FSI risponde sempre e unicamente attraverso i canali istituzionali (in questo caso le risposte sono avvenute mediante il sito, per esempio), a domande od osservazioni fatte attraverso i canali istituzionali (altrimenti ci vorrebbe uno squadrone di persone per monitorare tutto il web …).
    Io, che non ho alcun potere decisionale, intervengo ogni tanto da qualche parte A PURO TITOLO PERSONALE, quando voglio e come voglio, ma ovviamente non sono obbligato. Sono intervenuto qui perchè avevo qualche minuto di tempo e “mi andava” di farlo.
    In genere quando lo faccio è per correggere/puntualizzare qualche cosa di “tecnico” o di sbagliato oltre ogni ragionevole dubbio, come la faccenda dei 55000 tesserati della Dama (che è una faccenda ricorrente, avendo già risposto almeno un paio di altre volte in altri posti), ma non esprimo mai idee od opinioni di “politica” scacchistica.
    In altre parole, personalmente “non mi interessa” se si fanno una o venticinque mosse illegali e nemmeno “mi interessa” cosa possono o non possono fare gli alunni del 2003 (pur avendo ovviamente su ogni questione le mie opinioni personali).
    Io, come detto prima, intervengo solo a correggere questioni “tecnicamente” sbagliate.
    Del resto negli ultimi tempi mi interesso ormai più di pattinaggio su ghiaccio che di scacchi 🙂

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