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Londra: scacco matto a Nigro ma Talaini vince per KOT.

La serata conclusiva dello scacchipugilato londinese del 2014 si é tenuta sabato 13 dicembre, con il sesto evento annuale, il quarto tenutosi alla Scala di King’s Cross. In questo atto finale, sul ring ci sono stati anche due chessboxer italiani e, come conseguenza, ci sono stati rappresentanti della FISP in tutti gli eventi europei da giugno incluso in poi.

La costernazione di Tim Woolgar dopo aver visto arrivare inaspettato lo scacco matto.

La costernazione di Tim Woolgar dopo aver visto arrivare inaspettato lo scacco matto. Fotografie di Volfango Rizzi.

 

Matt Read dichiarato vincitore.

Matt Read dichiarato vincitore.

La serata ha visto l’apertura con l’incontro sotto-clou tra Tim Woolgar e Matt Read, terminato alla quinta ripresa per scacco matto, un matto sulla prima traversa che Tim non ha visto arrivare.

Il secondo incontro della serata vedeva Gavin Paterson opposto al biellese Khalid Talaini che, dopo il debutto di Milano il 24 aprile, faceva in questa occasione il suo primo incontro a contatto pieno. Per Gavin questo era il terzo incontro di scacchipugilato e, dopo le due sconfitte precedenti, cercava la prima vittoria della sua breve carriera che é iniziata quest’anno.

Khalid saluta il pubblico al su ingresso sul ring. Foto di Volfango Rizzi.

Khalid Talaini saluta il pubblico al suo ingresso sul ring.

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Khalid col bianco apriva di donna e impostava un sistema solido con Af4, c3 ed e3. La ripresa terminava con Paterson che pasava in vantaggio negli scacchi dopo ave catturato con l’alfiere campo nero la torre in a1. La seconda ripresa, la prima di pugilato, é stata di studio: vi sono stati vari scambi ma senza che nessuno dei due chessboxer si scoprisse eccessivamente e portasse colpi troppo potenti. Comunque i guantoni da 16 once servivano anche ad attutire i colpi dati dagli atleti, una precauzione usata spesso nello scacchipugilato quando non si hanno atleti con molta esperienza.

Nello scacchipugilato si usano guantoni da 12, 14 o 16 once e spesso si opta per i guantoni che più tutelano gli atleti.

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L’atleta FISP Talaini vincitore per KO tecnico. Fotografie di Volfango Rizzi (SPQeR).

Nella seconda ripresa di scacchi, la terza dell’incontro, Khalid teneva discretamente ma il suo avversario stava costruendo un certo vantaggio. Khalid decideva quindi di rompere gli indugi con il pugilatonella quarta e di dare il massimo con i guantoni indosso. Era una ripresa che faceva urlare d’eccitazione il pubblico: Khalid riusciva a colpire ripetutamente l’avversario che di tanto intanto reagiva portando colpi. Ma il biellese era semplicemente più rapido del britannico che mostrava anche pecche difensive. L’arbitro dava occasione al chessboxer di casa di rifiatare e far passare i secondi, ma gli attacchi di Khalid erano incessanti. Ad un certo punto é parso che all’angolo di Paterson l’allenatore sventolasse l’asciugamano verso l’arbitro e poi lo mettesse sulle corde: l’arbitro intimava lo stop, poi non si capiva bene cosa succedeva, il pubblico mostrava il proprio disappunto per l’interruzione. L’incontro non era terminato, cosî decideva l’arbitro e si continuava a boxare. Khalid riprendeva a colpire con ancora più foga e, data la differenza tecnica dimostrata sul ring; questa volta l’arbitro decideva la fine dell’incontro evitando a Gavin di subire altri colpi. Khalid é stato coperto di applausi e grida di giubilo da parte del pubblico che ha festeggiato la vittoria del giovane che ha mostrato molto coraggio sul ring.

Khalid e Igor Dottore prima di entrare in scena.

Khalid e Igor Dottore prima di entrare in scena.

Il piemontese ha vinto quindi per KO tecnico, ed era parecchio tempo che a Londra non si vedeva un incontro deciso nel pugilato, visto che la combinazione di incontri abbastanza bilanciati per lo meno nell’aspetto pugilistico e l’utilizzo di guanti pesanti fa sì che il fuori combattimento o il KO tecnico siano verdetti che non capitano spesso. Khalid é riuscito a farlo, nonostante l’utilizzo di guanti da 16once: valore al merito del 25enne chessboxer italiano. Al suo angolo il tecnico Igor Dottore, figlio di Elio Dottore, il maestro di Khalid.

C’era anche il Presidente FISP Volfango Rizzi, che oltre a dare sostegno ai giovani chessboxer ed i loro tecnici, ha anche scattato le fotografie che corredano questo articolo.

 

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Raffaele Nigro risponde alla prima mossa del bianco.

 

Il terzo incontro della serata vedeva sul ring il secondo dei due chessboxer italiani: Raffaele Nigro, al suo ritorno a Londra dopo aver partecipato a giugno nella sfida a squadre tra Inghilterra e Italia. Opposto all’umbro vi era James “Chelsea Chainsaw” Pope, un chessboxer molto ostico dal punto di vista pugilistico ma certamente battibile da quello scacchistico.

Il sorteggio dei pezzi assegnava il bianco al britannico che giocava un’apertura di re a cui Raffaele rispondeva simmetricamente. Dopo che il cavallo bianco attaccava il pedone nero e che questi veniva difeso sviluppando un cavallo (2. Cf3-Cc6) … giocava d4 a cui Raffaele rispondeva 3) … d6 proponendo di giocare il resto della partita senza regine e il conduttore dei bianchi andava per questa variante in cui il nero perde la possibilità di arroccare e si trova col re al centro, sebbene il cambio delle regine renda meno pericolosa la posizione del monarca nero.

Verso la fine della ripresa il bianco toccava l’alfiere e poi muoveva invece il cavallo senza che l’italiano costringesse a muovere il pezzo toccato per prima. E Cd5 era proprio una buona mossa: mettendo il cavallo nell’avamposto e mettendo sotto attacco il pedone f6. La ripresa terminava con Ch4 del bianco che attaccava la torre nera in g6. Il bianco aveva una certa iniziativa ma la partita era bilanciata.

SPQeR1978bassaCon la seconda ripresa, messi i guantoni, i pugili si scambiavano grandi colpi da subito. L’umbro cercava di chiudere nel pugilato ma combattere contro il britannico era molto difficile: spesso veniva rapidamente in avanti a testa bassa, a volte richiamato dall’arbitro, legava e spingeva. Questo rendeva difficile, per Raffaele, trovare il momento di mettere a segno colpi puliti; l’arbitro lasciava abbastanza fare, anzi riprendeva il maestro Gianni Burli che dall’angolo chiedeva che venissero richiamati i falli di testa, le spinte e le trattenute del chessboxer britannico. Nigro era nettamente migliore nel pugilato, ma non riusciva a contrastare la tattica del britannico che non gli permetteva di mettere a segno i colpi più pericolosi come montanti e ganci e chiudere l’incontro.

Si tornava agli scacchi per la terza ripresa: toccava a Nigro fare la prima mossa di questa terza ripresa e sceglieva Tg8 lasciando indifeso il pedone in f6 che il bianco prendeva senza remore guadagnando la torre in g8. Raffaele faceva una mossa sbagliata dopo l’altra, perdeva anche alfiere e gli veniva cambiato l’ultimo cavallo. Il nero rimaneva con la torre come il solo pezzo, oltre a re e alcuni pedoni, e avrebbe perso anche quella se solo l’avversario avesse visto una piccola combinazione con sfruttamento d’infilata al re nero. Invece alla fine si trattava solamente di un cambio di torre ma, comunque, Nigro rimaneva con solo re e pedoni.

Tornati al pugilato Raffaele attaccava con gran foga: questa volta cosciente che la boxe era l’unica possibilità per lui di vincere visto che negli scacchi era ormai spacciato. Alte le grida del pubblico a cui si offriva un gran spettacolo sul ring, ma il fuori combattimento non arrivava.

La mossa dello scacco matto:

La mossa dello scacco matto: Th8.

Si riprendeva con gli scacchi e ora Raffaele pareva un navigato chessboxer: riusciva a far melina, a volte aspettando che fosse l’arbitro a iniziare il conteggio a cui al chessboxer vengono dati 10 secondi entro cui fare la mossa. E si ricominciava con il pugilato, una sesta ripresa che Raffaele si era davvero guadagnato. Sul quadrato le cose non cambiavano di molto: Nigro dominava, portava grandi colpi ma non trovava quello del KO. Pope mostrava di essere atleticamente fresco e continuava con la sua tattica ostruzionistica non mancando di portare colpi quando ne aveva l’occasione. Anzi proprio negli ultimi secondi della ripresa era Raffaele a sentire due colpi portati a segno da James Pope, ma probabilmente Raffaele si stava rammaricando dell’occasione persa ed era amareggiato per gli errori fatti sulla scacchiera nella terza ripresa. E alla 7ª arrivava lo scacco matto.

Karl é parso meno reattivo sul ring rispetto a quando ha battuto Giuseppe Grasso lo scorso mese a Berlino.

Karl é parso meno reattivo sul ring rispetto a quando ha battuto Giuseppe Grasso lo scorso mese a Berlino.

Il quarto e ultimo incontro della serata era tra Karl Ouch e Sascha “The Basher” Wandkowsky, con quest’ultimo che non faceva un evento pubblico di scacchipugilato da 4-5 anni. L’imbattuto Ouch era il grande favorito, essendo un Maestro FIDE negli scacchi e avendo un record immacolato nello scacchipugilato e dopo quanto di buono aveva mostrato a Berlino dove aveva sconfitto per la seconda volta il nostro Giuseppe Grasso.

Dopo l'intermezzo di cabaret e i regali per il pubblico, inizia il quarto incontro della serata.

Dopo l’intermezzo di cabaret e i regali per il pubblico, inizia il quarto incontro della serata.

Nella prima ripresa Wandkowsky mostrava di tenere molto bene contro l’avversario di livello magistrale, sebbene Ouch fosse più rapido nel fare le mosse. La seconda ripresa, dopo quanto visto nel precedente incontro, pareva un pugilato molto lento e spento. E anche nelle riprese successive Karl mostrava di essere un chessboxer non al livello del pugilato da lui espresso a Berlino.

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L’incontro terminava alla 7ª ripresa quando il bianco finiva il tempo a sua disposizione per fare le mosse di scacchi: Karl é molto rapido e, contro di lui, se non si prende matto si perde inesorabilmente per il tempo; ancora non c’é un chessboxer al suo stesso livello scacchistico.

Dopo questo quarto incontro c’era l’occasione di un’altro intermezzo di spettacolo con il secondo show di hoola-hoop e poi la serata si concludeva con la tradizionale serie di partite di scacchi lampo con membri del pubblico che salivano sul ring. E come al solito la nottata continuava al piano alto con il party a cui partecipavano diversi dei chessboxer intervenuti durante la serata.

Dopo l'energie spese si recupera con una tarda cena per il team FISP.

Dopo l’energie spese si recupera con una tarda cena per il team FISP.

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