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Olimpiadi: quali le ragioni della debacle delle squadre azzurre?

L’obiettivo dichiarato era quello di fare la migliore prestazione di sempre, così aveva detto il Presidente FSI Pagnoncelli ed avevano dichiarato alcuni membri della squadra assoluta, tra cui Fabiano Caruana intervistato dai commentatori ufficiali, in lingua inglese. Quindi si voleva migliorare la 15ª posizione fatta registrare a Istanbul nel 2012 e il 14º posto di Salonicco nel 1988; ciò di cui si parlava concretamente era un piazzamento nelle prime dieci. Ma i risultati degli azzurri in queste Olimpiadi degli Scacchi non sono andate secondo aspettative, anzi, molto lontano da esse: la posizione finale in classifica é stata 52ª.

E non c’é nemmeno la consolazione di un buon risultato nella sezione femminile, anzi; anche lì la squadra azzurra ha fatto molto al di sotto del previsto e dello sperato, arrivando 31 posizioni più sotto del proprio numero di tabellone iniziale (classificatosi 62ª e partita come numero 31 di tabellone).

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La squadra maschile impegnata nell’ultimo turno contro il Perù. Fotografie di Matteo Zoldan.

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Il G.M. Daniele Vocaturo, 3a scacchiera dell’Italia.

 

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Capitan Kogan e la squadra nazionale.

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Il G.M. Danyyil Dvirnyy, Campione Italiano in carica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La squadra assoluta si é presentata, per la prima volta nella sua storia, con 5 Grandi Maestri nelle formazione. Tra l’altro risultavano essere anche i primi cinque per lista elo, oltre che includere il Campione Italiano in carica.

Nel femminile anche, l’Italia ha portato le tre scacchiste che sono, per elo, titoli internazionali, esperienza internazionale, le tre più forti scacchiste in Italia (Zimina, Marina Brunello e Sedina), giocatrici che sono solite giocar insieme, sia alle Olimpiadi sia durante l’annuale Coppa Mitropa. Al loro fianco due giocatrici giovani e che giocano attivamente competizioni: Tea Gueci e Roberta Messina, la prima addirittura classe 1999.

Perché questa debacle allora? É difficile dare risposte certe, ma é una domanda a cui il Commissario Tecnico e la squadra, devono trovare delle risposte.

Certo c’é da dire che, così come il movimento scacchistico italiano progredisce, questo avviene anche negli altri paesi e, in alcuni, la velocità di crescita é superiore, come anche superiore é il numero dei nuovi scacchisti coinvolti.

Quella assoluta é una nazionale composta, per 4/5 da atleti giovani non superiori ai 25 anni, ma la FSI deve far sì che s’investa sugli atleti ancora più giovani, sia per avere un ricambio futuro, sia per creare concorrenza per la maglia azzurra che spinga gli atleti di vertice a lavora più duramente per conquistarsi il posto in nazionale. Un discorso analogo é importante anche per la squadra femminile, squadra in cui due delle migliori tre sono due atlete mature, con Elena Sedina che ha raggiunto il suo apice in termini di punteggio elo 11 anni fa, quando arrivò ad occupare anche la 25ª posizione tra le migliori donne al mondo (in attività). Anche per la più giovane Olga Zimina (32 anni), l’apice elo é stato raggiunto più di 10 anni fa (luglio 2004), e le incombenze famigliari hanno un po’ detratto dalla carriera scacchistica della giocatrice emiliana.

Altre squadre, previa la partenza per le Olimpiadi hanno effettuato sessioni di allenamento con i loro allenatori; questo potrebbe essere un’altro ingrediente che la FSI potrebbe valutare: un periodo di preparazione precedente gli impegni della nazionale.

Questi risultati deludenti, potrebbero essere fisiologici e frutto del caso. Ma che la nazionale assoluta non fosse performante, lo si sapeva: ogni anno l’Italia porta alla Coppa Mitropa una formazione tra le più forti schierabili, riusciendo a vincere questa competizione solo nel 2010; spesso mancando il podio, come avvenuto in tutte le ultime tre edizioni.

Anche con Fabiano Caruana in campo, che anche in questa occasione olimpica non ha fatto deludere, performando vicino ai 2800 punti, la nazionale non riesce a fare il salto di qualità che alcuni si aspettavano. In passato diversi azzurri sono stati in grado di vincere medaglie di scacchiera (tre ori, un argento e tre bronzi), questa volta nessuno vi é andato vicino, col solo Caruana che figura tra i primi 15 nella classifiche per ognuna delle cinque scacchiere.

Un’analisi della situazione, seguita da un piano d’azione, é necessaria per far sì che le squadre nazionali possano tornare a far sognare i tifosi italiani e fortificare la testa e la base del movimento scacchistico italiano.

 

Cronache e risultati, turno per turno: http://www.spqrnews.com/olimpiadi-degli-scacchi-formazioni-e-risultati/

 

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